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Giorgia svela: “Se Carlo Conti mi invitasse a Sanremo? Sto già là!” L’artista racconta l’album “Oronero”, il singolo, il significato e il Tour 02-11-2016

Il nuovo album di Giorgia Oronero”, lanciato dall’omonima canzone, è ai vertici della classifica iTunes. La cantante, in gran forma e di ottimo umore, lo presenta raccontando anche la collaborazione con Pacifico, il tour, la sua famiglia, il rapporto con i suoi successi e con il Festival di Sanremo, il tutto in onda a Radio Italia con l’amica Paola Gallo, con la quale ricrea per l’occasione lo storico duo “P & G”.

Con questo album ti sei presa la libertà di fare musica liberamente, come vuoi tu.C’è chi mi vuole riccia, liscia, ciccia e poi alla fine, come si dice a Roma, nessuno mi vuole… (ride, ndr) In questo album, me ne sono fregata di come mi vogliono gli altri, non per mancanza di rispetto ma per l’esigenza di esprimermi liberamente e sinceramente. Io e il produttore Michele Canova abbiamo lavorato in armonia e con coraggio, anche per fare cose diverse. È un disco con temi importanti ma anche con leggerezza musicale: io lotto per questa leggerezza!”.

Qual è il significato di “Oronero”?Oronero sono due parole che ne indicano altre. Come il petrolio può essere una risorsa là dove si trova a lubrificare la terra, se usato male, può diventare un veleno, uno strumento per far male. Siamo in un tempo in cui è necessario un cambiamento, anche nelle coscienze. C’è un imbarbarimento: annulliamo l’altro, per esaltare noi stessi. Bisogna cambiare”.

Nell’album collabori con un autore come Pacifico nella canzone “Sempre si cambia”.Volevamo lavorare insieme da un po’, aspettavamo che arrivasse la canzone giusta. Ed è proprio questa, in cui lui mi fa dire cose che mi rappresentano e appartengono alla mia vita, come nei versi ‘Provavo a guardarmi e non c’ero / e credo all’amore sempre / ma è nel dolore che cresci / Ti troverai”.

Il 19 marzo da Mantova parte il tour con Radio Italia come Radio Ufficiale.Sì, Paola, dai, prepariamo un duetto io e te, ho la cover adatta: ‘Siamo donne oltre le gambe c’è di più…’. Il duetto funzionerà, Radio Italia ci passerà di sicuro, saremo Disco Italia per 3-4 mesi. L’editore Mario Volanti sarà contento, già me lo vedo... (scherza, ndr)”.

In Auditorium squilla un telefono. Tu che suoneria hai?Uso sempre e solo la vibrazione, vivo col telefono attaccato al gluteo destro, ormai avrò la forma disegnata sul sedere. Ma tanto mio figlio non mi chiama mai (sorride, ndr)… Io devo pensare a tutto: cucina, libri, spesa, bucato… Nell’ultimo periodo sono stata a casa parecchio, quindi ci siamo disabituati alla separazione, dovuta ad esempio alla promozione di un disco, anche se ora mio figlio la vive meglio perché è più grande. L’unica cosa in cui mi somiglia è l’impegno nelle cose che fa, dal teatro alla matematica. Questa volta sarà dura, anche per il tour, ma ci organizzeremo. Lo obbligherò a seguirmi, dicendogli cose tipo ‘finchè sei a casa, comando e decido io’, come faceva mio padre, che durante la mia infanzia mi cacciava dal letto quando andavo a dormire nella stanza dei miei per paura del buio e di restare da sola”.

Hai mai litigato con qualche tua canzone?Ho avuto un periodo in cui ero in lotta con i miei classici come ‘Come saprei’, che ho ri-arrangiato e accorciato più volte, e ‘E poi’, che ho persino riadattato in stile ‘Every breath you take’. Però poi ho passato quella fase in cui dicevo e pensavo ‘ma io sono anche altro’…”.

Duetti raramente, però lo hai fatto con Enzo Avitabile nella canzone “De profundis” del suo nuovo album “Lotto infinito”.Cerco di scegliere collaborazioni che nascano da un rapporto e da uno scambio. Mi sono arrivate tante richieste, soprattutto in questi due anni. Enzo Avitabile mi chiamò poco dopo che Pino Daniele se ne era andato: fu un richiamo all’origine e a tutto il bene che ho ricevuto da quell’area musicale. Enzo è stato sempre fedele alla sua arte, mi ha mandato un testo bellissimo ed ero contenta di fare qualcosa che fosse fuori dalla mischia”.

Hai vissuto tanti Festival di Sanremo, anche insieme a Radio Italia.Il mio primo Sanremo, a 22 anni, era qualcosa di gigantesco, sia per come lo vivevo sia per la mia origine: se mi fossi rilassata, mi sarei divertita di più; avevo sempre l’ansia di dover far bene per forza”.

Andresti a Sanremo come super ospite?A causa di questa domanda, ho capito che non so fare le interviste, non mi capiscono mai! Se Carlo Conti mi invitasse a Sanremo? Sto già là! Ormai in gara ha partecipato troppe volte, come Nilla Pizzi. Quello del Teatro Ariston però resta sempre un palco dove potrei verificare davvero le mie emozioni”.

 


02-11-2016 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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