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Gianna Nannini: la creazione più grande va oltre le canzoni ed è mia figlia Penelope "Ha solo sette anni e ha già le chiavi di casa" 31-10-2017

Gianna Nannini è stata ospite nell'Auditorium di Radio Italia, per presentare in diretta con Paola “Funky” Gallo il suo nuovo albumAmore gigante”.

Gianna, le canzoni del tuo disco nuovo ci stanno davvero facendo cantare!

Io non sono andata a scuola di canto ma ho avuto un terapista vocale che mi faceva urlare e ha funzionato o stesso”.

E' servito ripassare la storia della musica per arrivare a questo disco?

Bisogna avere il cuore per cantare: un violino senza anima è difficile che suoni. Io c'ho messo tutto quello che avevo dentro per riuscire a comunicarlo fuori. La musica serve a questo”.

Sei stata al passo con i tempi senza mai snaturarti. Se all'inizio della tua carriera ti avessero anticipato tutto quello che è successo, c'avresti creduto?

No, innanzi tutto perché io non seguo i tempi. Il tempo della musica nasce dentro di me e io seguo quello, perché è il mio istinto. Ogni volta che mi arriva una canzone è un regalo e devo ringraziare qualcuno, perché non so da dove arriva questa melodia”.

Quante persone sono riuscite a metterti veramente le mani nel cuore?

Sono io che non sono stata tanto brava a mettere le mani nel cuore! Ma forse non bisogna mettere le mani nel cuore, forse bisogna metterci un altro cuore e unirli”.

Tu precorri i tempi e hai duettato con Jovanotti e con Fabri Fibra quando erano all'inizio. Adesso hai trovato qualcosa di nuovo?

Io sempre li prendo all'inizio... c'è già uno nuovo che sto prendendo, ma non voglio dire chi è. Ascolto sempre cose nuove per creare collaborazioni. Il rock è collaborazione, non solo con i cantanti, anche con i musicisti. Adesso vado in tournée con un percussionista che non so cosa farà, quello fa andare le mani dappertutto! A me piace la musica nera e quindi ho cercato un percussionista che dia più rotondità al mio batterista, che è tedesco e molto minimalista. E mi piacciono anche gli archi: oggi sono una cosa per pochi e devono suonare molto bene altrimenti non funzionano in radio. La melodia delle mie canzoni vuole gli archi, ma non quei sottofondi patetici che si sentono in giro! Io li registro a Londra con produttori internazionali come Will Malone, che accettano di lavorare con me perché sentono una voce italiana che si distingue dalle altre”.

Manuela da casa ci chiede: Cos'è per te la creazione?

Il momento che ho fatto mia figlia ho pensato di aver creato qualcosa. La creazione è un momento di ispirazione in cui esce un'opera, una canzone, però la creazione più grande è aver fatto Penelope. Pensa, ha sette anni ma ha già le chiavi di casa!”.

In questo album hai anche collaborato con diversi autori.

C'è una schiera di ragazzi nuovi, anche in zona Roma, che hanno un linguaggio innovativo e anche molto rock. Quando siamo insieme riusciamo a dire le cose più spontaneamente rispetto a quando sono da sola in studio, perché registro in Inghilterra e nessuno sa parlare italiano. Fabrizio De Andrè mi diceva che la parola è responsabilità e aveva ragione: l'importante è che quello che voglio trasmettere nella canzone vada a segno. I pezzi nascono già con il testo però poi faccio un'elaborazione che può richiedere un sacco di tempo o pochi minuti”.

Hai mai avuto paura della tenerezza?

Mai, la tenerezza è il principio dell'amore, non è possibile difendersi. Io la provo sempre sul palco quando canto. Il pubblico dell'Arena è stato tre ore sotto il diluvio che c'era, più amore così non me l'ha dato nessuno. Si erano rotti anche alcuni strumenti, nel Cd live si capisce, ma loro sono stati lì fino alla fine”.

Alessio da casa ci chiede se hai mai avuto momenti di sconforto.

Durante il periodo di 'Aria' ero molto arrabbiata e mi sono messa addirittura a studiare Medicina. Volevo diventare sciamana dopo la musica, ma mi hanno bocciato al quiz e non ho neanche iniziato l'università”.

Il 30 novembre a Rimini parte il tour.

Quelle in Italia sono date uniche. Sono concerti interi, una canzone dietro l'altra senza interruzioni come in un collage musicale. Poi, visto che l'ultima tournée europea è stata bellissima, torno volentieri a trovare i miei fan fuori dall'Italia”.


Autore:
Simone Bernardi
31-10-2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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