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Fred De Palma, finalmente è uscito Uebe: “Bisogna rischiare per vincere” Nell'intervista a Radio Italia, spiega il vero significato del titolo del disco 13-09-2019

Uebe” è il titolo del nuovo album di Fred De Palma. Il disco esce oggi, venerdì 13 settembre, a due anni di distanza da “Hanglover”: raccoglie 12 hit come “Una volta ancora” con Ana Mena, ma non solo. Il cantante si racconta e ne parla in diretta su Radio Italia, insieme ai nostri Mauro Marino e Manola Moslehi: dalle ultime collaborazioni al nuovo genere del reggaeton, fino al prossimo tour.

La tua ultima hit “Una volta ancora”, con Ana Mena, è stata sempre prima in classifica. Quest'estate si sentiva ovunque...
Pazzesco. È la prima volta che succede anche a me di entrare nei posti e sentire la mia canzone. È una sensazione strana.


Come mai sei andato sul genere della bachata e del reggaeton?
In realtà tutto l'album ruota attorno a questa ispirazione latina e al reggaeton. Con 'Una volta ancora', in particolare, abbiamo provato a mettere anche la bachata, che negli anni passati aveva avuto grande successo in Italia grazie al tormentone 'Obsession': abbiamo voluto riprenderlo. Bisogna rischiare per vincere.

Tu sei nato facendo rap e hip-hop. Adesso sei tra i primi a portare il reggaeton in Italia...
Sono stato il primo a portare la bandiera. Sono il primo che ha difeso questo nuovo mood, che sto portando avanti.

Oggi è uscito il tuo nuovo album “Uebe”. Cosa vuol dire?
'Uebe' sarebbe la storpiatura di 'baby'. Ho scelto questo titolo anche per descrivere la novità di questo genere in Italia. Mi piaceva che il titolo fosse totalmente inventato da me.

Non sei indifferente al fascino femminile, anche nelle tue collaborazioni. Dopo Ana Mena, nell'album duetti con Sofía Reyes nel brano “Il tuo profumo”.
Lei è un'artista messicana che ha realizzato hit importanti. Mi piaceva molto, siamo riusciti a metterci in contatto con lei e le abbiamo fatto ascoltare questa canzone. Non mi aspettavo in questo caso un “sì”... Invece ha ascoltato il pezzo, le è piaciuto tantissimo e ha voluto farlo: il ritornello non le usciva più dalla testa. Quindi ha pensato di farlo rimanere in testa anche agli altri.

Il titolo della canzone che hai fatto con Baby K, invece, è esemplificativo: “Dio benedica il reggaeton”.
Lei è la 'queen' di questo genere; il titolo anche una citazione di J Balvin. Mi sembrava il featuring giusto, perché lei rappresenta la parte femminile di questo genere.

Quando hai iniziato a fare questo mestiere?
Mi sono appassionato al rap attorno ai 18-19 anni, ma ho iniziato a farlo nel 2011.

Tu sei di Torino, una città che è abituata generi musicali diversi dal tuo.
Sì, è più elettronica. Io ho scoperto tardi questa musica: oggi, invece, i ragazzini la conosocno già a 10 anni. Prima c'era molto influenza dell'elettronica e della techno, poi il rap è entrato nelle case di tutti ed è arrivato anche a me.

Radio Italia solomusicaitaliana è stata la prima radio a suonarti con il singolo “Adios”...
Al tempo, quando ho iniziato a fare questo genere, siete stati i primi e gli unici. Mi avete portato bene!

Quando potremo ascoltare dal vivo le canzoni di “Uebe”?
Penso di fare un tour di questo album. Ci spero perché i concerti sono diversi da quello che faccio solitamente, ovvero i dj set. Sarà la mia prossima mossa: vorrei portare questo album all'interno di un live e fare qualcosa che in Italia non si è ancora visto. Ho tante idee: sarà uno show vero e proprio, con tanta animazione sul palco.

“Uebe” raccoglie 12 brani, meno rispetto al tuo ultimo disco...
Penso che i dischi debbano essere sintetici per essere funzionali. Solo in questo modo si può individuare la propria canzone preferita.

Autore:
Andrea Basso
13-09-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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