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Fiorella Mannoia: “Vado nelle scuole, i bambini sono più saggi di noi” Il viaggio a Cuba, la fotografia e i piccoli fan 29-06-2019

Fiorella Mannoia, tra i protagonisti di RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO al Foro Italico di Palermo, racconta il suo ultimo viaggio a Cuba, la passione per la fotografia nella video intervista #atupertu con la redazione di Radio Italia solomusicaitaliana.

L’artista parla anche dei suoi piccoli fan, che la emozionano tanto, e degli incontri nelle scuole con i bambini.

 


CUBA, PALERMO E LA FOTOGRAFIA. Prima di ricominciare i concerti, Fiorella Mannoia si è concessa un viaggio a Cuba: “È andata benissimo, ho fatto molte foto in dieci giorni, sono tornata più stanca di quando ero partita perché ho camminato continuamente, a caccia, come fanno i fotografi. Sono contenta delle foto che abbiamo fatto e di aver rivisto Cuba dopo qualche anno. È stata una bella vacanza”. Il primo live è in programma l’8 luglio al Teatro Romano di Verona.

Tra le passioni di Fiorella Mannoia c’è la fotografia. Ha portato la macchina fotografica anche qui a Palermo? “È sempre con me, è nella borsa. Non ho avuto tempo di girare perché dall’aeroporto siamo venuti direttamente qui alle prove”, dice.

Tra i sogni dell’artista c’è quello di fare un giorno una mostra delle sue fotografie: “Quando mi sentirò pronta, ho cominciato con questa passione da poco. I fotografi sono altri, io però piano piano sto imparando. Quando sarò convinta di avere le foto degne di essere esposte lo farò”.

BAMBINI E SCUOLE. La musica della Mannoia unisce grandi e bambini. Ad esempio, al live di Padova c’era Maria, di 8 anni e quello di Fiorella era il suo primo concerto: “Mi commuove perché vedere una bambina di 8 anni che canta Quello che le donne non dicono, che io ho registrato non solo quando lei non era ancora nata, ma quando non era neanche pensata e vagava nell’etere, mi emoziona. È una canzone che ha passato le generazioni. Quando vedo i giovani che assistono ai miei concerti penso che qualche semino ha attecchito”, commenta.

Le canzoni di Fiorella entrano anche nelle scuole. Ad esempio, gli alunni di una scuola elementare hanno preparato una coreografia sulle note di “Che sia benedetta”. Sono andata anche personalmente nelle scuole. Penso che dobbiamo ripartire da lì, proprio dalle scuole elementari, nel senso che prima si comincia meglio è, per insegnare i valori, la solidarietà, per insegnare a non lasciare nessuno indietro, per combattere il bullismo. Credo che si debba ripartire dai bambini perché sono più saggi di noi. Quando mi chiamano e ho tempo è una cosa che faccio molto volentieri e loro ascoltano con molta attenzione”.

Autore:
Chiara Cipolla
29-06-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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