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Fabrizio Moro: “Questa è la vita che sognavo di fare da adolescente” “Boosta dei Subsonica? Mi stava antipatico, invece è straordinario” 14-03-2017

Oggi, martedì 14 marzo, Fabrizio Moro è venuto nei nostri studi per presentare in diretta su Radio Italia il suo nuovo album “Pace”, anticipato dal brano sanremese “Portami Via”. Durante l'intervista ha raccontato alla nostra Paola Gallo il suo rapporto con i fan, di essere felice in questo momento della sua vita e della difficoltà di parlare di sé nei suoi lavori.

Il tuo nuovo disco “Pace”, ha cominciato a fare i primi passi... Si, è un piccolo pezzetto della mia storia che ho scritto. Sono un po' stralunato perché ho sensazione di rincorrermi sempre e non fare mai in tempo. Sono sempre a filo con gli orari, con i treni, con i voli, andrò avanti finché non stramazzo al suolo... prima parlavo con i miei musicisti e pensavo che sono tanti anni che non ci fermiamo”.

E in questi anni sono successe tante cose... Gli ultimi 2 anni li ho passati a rincorrermi ma è evidente che in realtà a stare fermo non ci riesco, mi deprimo, quindi ho bisogno di rincorrermi, suonare, vedere gente, girare. Ormai l'Italia la conosco a memoria”.

Ti vedo più tranquillo sulle scelte che hai fatto!Va a periodi: a volte sei soddisfatto altre volte no. Quando c'è un percorso in costruzione è sempre così, non sai mai se le cose che metti in pratica faranno la differenza nella vita”.

Questo disco ha il pregio di assomigliare a come suoni da vivo... Condivido assolutamente, eppure durante le lettura dei commenti ci sono stati consensi ma anche molti appunti da chi ha ascoltato il mio album. Le critiche arrivano soprattutto dai miei fan 'della prima ora, abituati al mio spirito punk, non musicale ma di atteggiamento. Però secondo me un artista deve pubblicare un disco quando ha qualcosa da dire. Quello che racconto può arrivare o non arrivare, ma io sto raccontando quello che sento adesso. Lo esprimo dal profondo del mio animo e in modo sincero. Se capita di essere in disappunto è perché sono cambiato e mi sono evoluto e sto riflettendo la mia vita di questo momento nell'album. Oggi non mi sento più di raccontare in determinati modi alcuni argomenti che ho raccontato in passato. Non ho detto che non lo farò mai più. Ora però ho l'esigenza di parlare di me, di ragazzi di 40 anni e di 20”.

Mi stavi raccontando del fatto che l'amore dei fan diventa a volte fanatismo.Ricordo le facce e i nomi di tutte le persone che durante i primi live venivano ad incoraggiarmi e ancora ci sono: ad esempio ieri alla Feltrinelli mi sono fermato con loro. Li ringrazierò a vita. Non ci si dimentica di loro come loro non si dimenticano di te. Quando c'è un cambiamento però le critiche arrivano sempre da persone di quel mondo e mi dispiace perché mi fa più male la critica di un fan di vecchia data di quella che arriva da uno occasionale. Secondo me devi partire sempre in buona fede, quindi ti devi fidare di quello che ti dice una persona, non devi trovare subito il pelo nell'uovo”.

È stato difficile scrivere di te che da piccolo facevi fatica a parlare con persone? Insomma, nelle canzoni è più facile criticare il sistema o parlare di se stessi? Dipende come lo critichi. Sono comunque due atti di coraggio. È molto più difficile parlare di sé. Poche volte ci sono riuscito in vita mia: con la mamma dei miei figli e altre pochissime persone. Con il resto del mondo ci sono riuscito meno. È difficile soprattutto per una persona che non si fida come me. Comunque è un momento di pace interiore, è un periodo molto bello della mia vita. Mi sveglio di buon umore. Sto facendo un percorso di vita molto importante. Questa è la vita che sognavo da adolescente”.

Siamo sempre stati un po' tutti molto abituati ad essere rigidi. Ma alla fine è un segno di fragilità. In fondo è giusto esprimere pareri ma non giudizi, esatto? Si, mi è capitato proprio poco tempo fa con Boosta dei Subsonica. Mi stava un po' antipatico. Lo guardavo e sembrava se la tirasse. Invece è un ragazzo straordinario, intelligente e sensibile. È arrivato in camerino da me e abbiamo parlato per 3 ore. È stato un modo per confermare che non bisogna fermarsi alle apparenze. E si può fare ogni cosa, anche cambiare idea, lo stesso giorno e rimanendo se stessi”.

Sarai te stesso anche nei tuoi live? Hai praticamente raddoppiato subito la data di Roma...
Mi piacerebbe raddoppiare anche Milano! Vedi, non sono mai appagato! Devo limare questa cosa di me (Ridendo ndr.). Comunque tornare sul palco è il momento più bello”.

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14-03-2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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