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Fabrizio Moro: “Faccio questo lavoro per Vasco Rossi. Ultimo? Artista vero” Ci parla di Anastasio e Figli di nessuno, dei figli, del papà, del tour... 19-06-2019

Fabrizio Moro parla di Figli di nessuno con Anastasio e dell'omonimo album di canzoni inedite, anticipato da Ho bisogno di credere: “Ultimo? Artista vero. Ho deciso di fare questo lavoro a un live di Vasco Rossi”. L'Olimpico, il papà, Libero e Anita, il tour e il dialetto a pochi giorni da RADIO ITALIA LIVE - IL CONCERTO: il cantante si racconta a Mauro Marino e Manola Moslehi su Radio Italia, Radio Italia Tv e radioitalia.it partendo dal suo profumo, che “è segreto, non si può dire, se no poi mi copiano. Me l'hanno regalato tantissimi anni fa, mi fa sentire a casa dato che sono sempre in giro, è l'odore di casa mia, lo spruzzo in giro”.

Figli di nessuno” è il tuo decimo album di canzoni inedite, oltre a raccolte e live. Chi sono i figli di nessuno?Io sono uno di loro. Mi piace questo termine: mi fa venire in mente la foto del mio quartiere e dei ragazzi che sono cresciuti con me, che hanno iniziato a inseguire i propri sogni da soli, senza mani tese, abbandonati a se stessi; la cosa importante è lottare per raggiungerli

Cos'ha aggiunto Anastasio all'omonimo singolo?Anche Anastasio è un figlio di nessuno. Ha aggiunto tanta bellezza al brano: scrive benissimo rispetto a molti rapper, anche se non mi piace definire i generi, ha cose da dire, è molto vero e istintivo. L'ho conosciuto tramite X-Factor, era parecchio timido: ha ascoltato questa canzone, gli è piaciuta e in 10 minuti ha buttato giù i suoi versi”

Come scegli i giovani, come Ultimo, con cui collaborare? “Li scelgo in base all'istinto. Quando ho conosciuto Ultimo 2 anni fa, venne a portarmi delle canzoni chiedendomi di aprire il mio concerto al PalaLottomatica di Roma: non le ho sentite e gli ho chiesto di aprire il live. Un grande manager mi ha detto che riconosci un artista dagli occhi: quando ho visto Ultimo, ho capito subito chi avevo davanti...”

Ma come nascono le canzoni?Ho 44 anni e ancora non ho capito come accade, non lo so. Dipende molto dallo stato d'animo che hai: siamo fatti di energia, proprio come le canzoni, lo capisco sul palco, non sempre riesco ad arrivare ma ci sono momenti in cui senti che hai empatia con le persone davanti a te; quel filo è il senso di questo lavoro, si deve fare tanta esperienza per capire questa cosa

Qual è il tuo bilancio di questo album, anticipato da “Ho bisogno di credere”?Di solito faccio il resoconto di un progetto alla fine del tour, stavolta suonerà in autunno nei palasport, quindi ora è presto. È un disco scritto interamente con la mia band in sala prove: troviamo riff e armonie, poi ci canto sopra i testi che appunto quando sono in giro e scrivo. Lavoriamo sempre così e produciamo le canzoni in base allo show che intendiamo attuare in quel determinato momento del nostro percorso artistico. Il concerto è la parte più importante, quella che mi dà più soddisfazione, dove riesco ad esprimermi al meglio

È passato un anno dal tuo concerto allo stadio Olimpico.È stato molto forte, è il tempio della musica, soprattutto a Roma, dove sono cresciuto e ho visto tanti concerti, è stata un'esperienza memorabile, spero di ripeterla presto

Nel brano “Me 'nnamoravo de te” canti per la prima volta in romanesco!A Roma questa cosa c'è sempre stata, da Antonello Venditti a Claudio Baglioni, fino a Renato Zero e Franco Califano... Anche a Napoli ultimamente nei rapper c'è questa forma di comunicazione più legata alle radici della propria città e Milano non fa eccezione. Davide Van De Sfroos è un altro artista che canta in dialetto

La canzone “Filo d'erba” è dedicata a tuo figlio libero, fratello di Anita.Da quando sono diventato papà è cambiata la dimensione della mia vita e i miei figli sono stati spesso oggetto della mia ispirazione. Portando Libero a scuola ho visto riflesso nei suoi occhi il disagio causato dalla mia separazione con sua mamma: è il pezzo più ispirato del disco. Libero somiglia più a me: taciturno, introverso, ribelle... Anita invece è all'opposto, una palazzinara! Li lascio liberi di scegliere: da piccolo io ho sofferto tanto questa cosa perché mio padre è un calabrese all'antica e voleva per me il classico posto fisso. Oggi viene ai miei concerti e si emoziona. Credo molto nella libertà degli individui: l'importante è che i miei figli siano felici

Tuo papà vendeva il merchandising di Vasco Rossi fuori dai concerti...Aveva una bancarella non ufficiale, si arrangiava. Mi portava con sé perché sapeva che mi piaceva la musica, ero un ragazzino, andavo ad istinto: vedevo i fan uscire dal palazzetto, a fine anni 80, e percepivo che lì dentro era davvero successo qualcosa; con un bagarino per mano, amico di mio padre, andai a vedere il palco, c'era un'energia strana, in quel momento lì ho deciso di fare questo mestiere, era successo qualcosa di magico. Una volta ho mandato un videomaker a filmare le facce dei fan che uscivano dal mio concerto ma quando sei coinvolto in prima persona non riesci a capire questa cosa

Che rapporto hai con tuo papà?Mio padre purtroppo ha sognato poco nella vita, è un uomo coi piedi a terra, è un contadino, molto concreto: a suo modo mi ha aiutato a stimolare l'immaginazione. Ai concerti si vergognava e si nascondeva, non lo vedevo mai. Non faccio mai ascoltare i brani in anteprima a chi conosco: mi dà fastidio lasciar andare una parte di me prima di gridarla al mondo. Mio padre non mi dice niente delle mie canzoni, non parliamo di questo: ci sentiamo una volta settimana, mi chiede dove sono e se ho mangiato; è fissato con la cucina

Sarai tra i protagonisti di RADIO ITALIA LIVE IL CONCERTO 2019 al Foro Italico di Palermo sabato 29 giugno e poi in autunno sarai in tour nei palasport.A Palermo bisognerebbe suonare ore e ore, davanti a un pubblico così bello, vedrò tutto il concerto perché ci sono tanti artisti che stimo. Sarà un assaggino del mio tour, dove faremo 2 ore e mezzo di concerto: stiamo preparando un concerto bellissimo, molto potente ed epico. Ci saranno altre date dopo queste 4, non farò date prima, questa estate


Autore:
Francesco Carrubba
19-06-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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