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Ermal Meta accende l’Alcatraz sold out 22 canzoni per il concerto di Milano, da “Odio le favole” a “Vietato morire” 08-05-2017

Ieri sera (domenica 7 maggio) Ermal Meta si è esibito all’Alcatraz di Milano per una tappa sold out del suo tour. Nessuno spazio per il superfluo: pochissime parole dette, moltissime cantate, al centro della scena solo la musica e tante belle canzoni. Una scaletta piena di buone energie e dal ritmo serratissimo, che non poteva non coinvolgere.

L'Alcatraz è pieno già un'ora prima del concerto, i suoi lupi lo chiamano sul palco per un bel po'. Ermal arriva a musica iniziata, quella del pubblico è un'ovazione che diventa subito "Odio le favole", cantata insieme a squarciagola dall'inizio alla fine.

Luci stroboscopiche per l'inizio di "Pezzi di paradiso" e proiezioni di spazio profondo sui sei maxi schermi attorno al palco durante "Lettera a mio padre".

Ermal si ferma solo pochi secondi per dare il benvenuto a tutti: "Cos'è che ci tiene in vita?", la risposta arriva all'unisono dalla platea ed è: "L'amore", parte "Gravita con me". 

Poi c'è "Piccola anima": all'inizio canta il pubblico, l'artista lo accompagna con la chitarra acustica. "Ragazza paradiso" è dedicata a tutte le ragazze che cantano insieme a Ermal e, per loro, cade una pioggia di coriandoli rossi e bianchi. Arrivano "Bob Marley" e "Voodoo love", ricordando che "la normalità è il vero incantesimo". 

Prima di iniziare "Volevo dirti", sul palco sale il sassofonista Luca Brizzi che suona l'intro al sax soprano e il solo finale con il sax tenore.

Poi Ermal rimane da solo con la sua chitarra per due canzoni in acustico: "New York" e "Amara terra mia" nell'indimenticabile versione con cui ha vinto la serata delle cover dell'ultimo Sanremo, questa volta ancora più suggestiva perché il pubblico la sussurra insieme al cantante e si lascia andare in un lunghissimo applauso solo a canzone finita. 

"Umano" Ermal la inizia da solo al pianoforte, poi si aggiunge la band. Lui le canzoni le ha scritte: le parti dei suoi musicisti le conosce tutte e si vede!

"Qualche tempo fa avevo una band, La fame di Camilla": basso e batteria scandiscono l'intro di "Buio e luce" e poi arriva anche "Come il sole a mezzanotte". Ed è il momento, attesissimo, di "Vietato morire": tutte le mani alzate e i telefonini che riprendono, si canta forte e nessuno perde una parola.

Si chiede anche il bis, ma il concerto prosegue con "Rien ne va plus". Ermal Meta è allo stesso tempo musicista e front man con tanta, tanta gavetta alle spalle: domina il palco e in ogni momento è la guida di tutta la sua band, ma non perde il contatto con il pubblico nemmeno per un attimo. Mentre intona "Schegge", infatti, si accorge che una ragazza in platea non si sente bene e interrompe tutto. Arrivano i soccorsi e va subito meglio: il pezzo riparte ed è dedicato a lei.

Si continua con "Voce del verbo". Alla fine della canzone il palco si vuota, rimane una base di synth e il pubblico torna a chiamare l'artista come già aveva fatto prima del concerto. Chi chiama il suo nome, chi gli grida "Poeta!", chi continua a battere le mani: l’affetto e la stima dei fan si sentono fortissimi per tutto il live. Ermal e la band tornano in scena con "La vita migliore" e "Bionda". Poi è il momento di un pezzo che l'artista ha regalato a Chiara Galiazzo e che stasera reinterpreta a modo suo: "Straordinario" è nella versione originale, decisamente rock, che fa saltare tutto l'Alcatraz. Ermal non resiste e si infila in mezzo al suo pubblico.

Si chiude con "A parte te", la canta tutta la platea. Ermal ascolta e si gode il momento dal palco, poi si unisce al coro. Presentazione della band sulla coda del pezzo (Emiliano Bassi alla batteria, Andrea Vigentini alla chitarra e ai cori, Dino Rubini al basso, Marco Montanari alla chitarra e Roberto Cardelli alla tastiera e al pianoforte), inchino con i musicisti a bordo palco e dritto dietro le quinte senza convenevoli. Non serve nemmeno tornare in scena a prendersi gli applausi che continuano: appuntamento per il 14 maggio all’Hiroshima Mon Amour di Torino e per il 16 all'Auditorium Parco della Musica di Roma, entrambi sold out.

Simone Bernardi per Radio Italia


08-05-2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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