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Emma: “Essere Qui - Boom Edition è l’atto finale del progetto” Racconta il suo 2018, le canzoni inedite e il suo rapporto con i social 20-11-2018

Emma racconta il suo 2018, l’Essere Qui - Boom Edition, le canzoni inedite come il singolo Mondiale, il suo rapporto con Instagram e i social. La 34enne, emersa da Amici, svela anche il tour, il Magazine, le sue fragilità e la sua prima esibizione “da non famosa”. Emma Marrone si apre in diretta in contemporanea su Radio Italia, Radio Italia Tv, radioitalia.it, Real Time e Dplay.com.

Cosa rappresenta il tuo Magazine? “È il risultato della mia estate passata davanti al computer. Ho scritto tantissimo, è stato un viaggio meraviglioso nelle parole e nei pensieri, non mi sono tenuta niente, perché i miei genitori mi hanno fatto senza filtri. Ora vedere le parole nere su bianco mi ha fatto un certo effetto… Questa edizione conclude il progetto, per me doveva essere così fin dall’inizio, anche con i brani inediti. Questo è l’atto finale di tutto il lavoro”

Ti descrivi con tutte le tue cicatrici. “La sera a letto leggo i pensieri della gente, mi rendo conto che a volte vedono un’immagine di noi artisti che non è proprio quella reale. Avevo voglia di far capire loro che non è sempre tutto come sembra, dietro a una persona apparentemente serena ci sono tante fragilità e problemi, avevo voglia di dirlo e di farlo con le mie parole dirette a loro”

Dov’è che sei più fragile? “Dopo tutti questi anni di esperienza ho le spalle larghe, però le parole mi feriscono ancora, spesso vengono dette ferocemente cose su come sono, su come faccio il mio lavoro e sulle scelte che prendo: ci rimango male per il modo in cui vengono dette. Libertà d’espressione non è libertà all’insulto. Prima di un personaggio pubblico sono un artista: non sono un pungiball”

Per lanciare Essere Qui Boom Edition hai usato un tipo di comunicazione particolare... “Mi sto informando per capire come funzionano i social network e come bisogna comportarsi, perché ho deciso di non avere social media manager. Ormai la musica viene lanciata più sui social che nei concerti. Occorre adeguarsi a questi cambiamenti, io lo faccio a modo mio, quindi mi sono messa a giocare con i social e faccio le 2-3 di notte con le dirette su Instagram…”

A proposito di live, il tour partirà da Bari. “Sto già elaborando alcune idee, per la scaletta sto prendendo spunto anche dalle proposte dei fan: mi chiedono canzoni del primo disco del 2010, datevi una calmata! La scaletta della tournée sarà assolutamente più lunga. Comunque anche nella prima tranche erano 24 bombe una dietro l’altra…”

Di cosa parla “Inutile canzone”? “Racconto una storia che mi è stata raccontata. In alcuni locali a Roma incontri persone che ti asciugano, ‘si accollano’… Quella storia è diventata un pezzo di 6 minuti e mezzo: magari non andrà in radio, però quando un brano viene a cercarti lo devi scrivere, altrimenti diventi un impiegato della musica”

Come vanno gli instore? “Non mi aspettavo così tanta gente per una riedizione, molti infatti avevano già preso il disco. C’è attenzione ed euforia, li ringrazio. Mi vedono sciupata e mi rimpinzano con i vassoi: torte, pizze, vino… andiamo via con una sporta di cose da mangiare: sembra Pasquetta! Mi fa piacere soprattutto che i giovani stiano mollando i social per mezzora al giorno per leggere il magazine. Questo era il mio obiettivo: leggere è importante, in generale”

Sulla copertina ci sono frasi come “Rischio e basta da quando sono nata...” e “La musica è il mio posto nel mondo”. Qual è l'ultima volta che hai rischiato? “L’isola è stato il mio primo grande rischio e dieci mesi dopo ti dico menomale. Dopo un periodo duro, oggi mi guardo allo specchio e mi dico brava. Mi sono dovuta sudare questa felicità, perché andare controcorrente è difficile ma quando arrivi al traguardo guadagni la libertà, il mare aperto, e non ti sei fatto mangiare o catturare dal mondo esterno. Mi sono vestita apposta da salmone che risale la corrente: non mi piace stare nelle piscine… Non voglio arrivare prima, voglio essere felice: sono anni che faccio ricerca e che a piccoli passi mostro di essere più di quello che la gente pretende; per me la musica è qualità, suono, la libertà di esprimersi”

Per te i vestiti e le scarpe sono “il prolungamento e l’incarnazione visiva della musica”. Ti ricordi com’eri vestita nella tua prima esibizione? “La prima volta da non famosa avevo 10 anni, era un concorso per bambini, cantavo Grande grande grande di Mina: avevo i jeans a vita alta, una camicia bianca, i mocassini e capelli lunghissimi che la mamma mi aveva tirato un po’ indietro, oltre a collanina d’oro con una murrina di vetro di murano; stavo in piedi con le mani in tasca e la testa bassa: oggi quando sono in studio indosso la cuffia e mi metto in posizione comoda, proprio così, mani in tasca e testa bassa”


Autore:
Francesco Carrubba
20-11-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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