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Edoardo Bennato e l’isola che c’è tra favole, rock, migranti e donne Da febbraio 2016 porterà in scena il musical “Burattino senza fili” 20-10-2015

Non faccio lezioni di geopolitica o filosofia, cerco di dare emozioni e buone vibrazioni con la musica, scrivendo canzonette”. Edoardo Bennato si racconta in onda su Radio Italia con Paola “Funky” Gallo: “Provo anche a fare le cose che mi piacciono, come il rock: mentre la musica leggera ha l’obiettivo di distrarre, questo tipo di rock che tento di creare, consente un collegamento costante con la realtà e con quello che viviamo, trattando argomenti che trovi sui giornali di oggi o di domani; l’attualità mi dà la carica: devo parlare di temi che mi interessano per riuscire a dare emozioni agli altri”.

Edoardo ha dedicato la ballata “Pronti a salpare” a Fabrizio De Andrè (e fuori onda ha confessato a Paola che gli sarebbe piaciuto che Faber l’ascoltasse) e “La calunnia è un venticello” a Mia Martini ed Enzo Tortora, vittima nel 1983 di un caso di malagiustizia che gli è costata l’arresto e il carcere sulla base di accuse infondate: “C’è una fotografia che ritrae me e i miei fratelli da bambini, io avrò avuto 12 anni: eravamo a un festival, condotto da Tortora, e avevamo il compito di riepilogare tutte le canzoni in programma. Quindi lo conoscevamo. Quando è capitato quello che è capitato siamo rimasti sconvolti: in quella circostanza, era l’anti-Stato che ci teneva a dimostrare che era più forte dello Stato dicendo: ‘possiamo trasformare un vostro eroe in un criminale’. Il testo de ‘La calunnia è il venticello’ è ispirato all’omonima aria dell’opera ‘Il barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini”. 

Pronti a salpare”, il titolo del nuovo album, tocca il tema dei migranti e dell’accoglienza: “Apparteniamo all’umanità adulta che deve prendersi cura dell’umanità bambina, anche intervenendo nei codici etici e nei valori di una nazione. Non è buonismo ma cinismo, è un fatto pratico”.

Il nuovo singoloIo vorrei che per te” contiene diverse autocitazioni, a partire da “L’isola che non c’è”: “È il concetto riveduto e corretto del sogno che diventa realtà: tutti ci compiacciamo del concetto dell’isola che non c’è, che però resta irrealizzabile; invece sarebbe l’ora che si trasformasse in realtà: una volta il mondo era un sommergibile e, nonostante qualche falla, poteva continuare a navigare perché era fatto a compartimenti stagni; ora invece se entra l’acqua da una parte affonda tutto. Per questo cantavo che siamo ‘tutti sulla stessa barca, salviamo il salvabile...’: perché al posto di comando ci sono i cattivi e non noi che siamo i buoni? C’è qualcosa che non va. C’è molta gente che pensa di aver scoperto chi sono i buoni, perciò se ti vedono per caso in compagnia di uno di quelli considerati cattivi, ti criticano subito; allora, fatemi un elenco di buoni, in modo che io d’ora in poi frequenti solo i buoni…”, ha detto ironicamente Bennato. 

Il brano ‘Il mio nome è Lucignolo’ fa parte del musical su Pinocchio ‘Burattino senza fili’ che porteremo in scena a febbraio 2016 in giro per Italia, in luoghi come il Teatro degli Arcimboldi a Milano. In scaletta ci saranno anche ‘Quando sarai grande’ e ‘Zero in condotta’: quest’ultimo pezzo contiene un linguaggio che avevo già usato nell’85 e piace a molto a mia figlia Gaia, che mi aveva consigliato proprio questo come titolo del nuovo album. Lucignolo era un personaggio che mancava nel disco ‘Burattino senza fili’, sono partito da un riff di chitarra elettrica e ho composto questo pezzo rock in cui Lucignolo dice: ‘io in effetti vedo la luce, vi illumino la via per raggiungere un posto segreto dove c’è lo sballo, il vero Paese dei Balocchi, però vi comunicherò dove si trova tramite la rete all’ultimo momento; faccio il pr ma non è un lavoro è una vocazione’. È un Lucignolo contemporaneo ma anche collodiano, perché è Collodi che lo descrive così”. Bennato racconta anche il suo rapporto con le favole e la scrittura: “Favole come Peter Pan mi hanno dato la possibilità di parlare di certi argomenti senza essere troppo didascalico o retorico”. 

Il cantautore napoletano canta da sempre le donne: “In teoria le donne sono ancora svantaggiate: già da decenni a Oslo e in Scandinavia, dove c’è l’umanità adulta, le donne hanno raggiunto una buona posizione, mentre ci sono posti dove sono ancora velate. Questo non va bene, è da cambiare: gli altri non sono responsabili, noi siamo responsabili”. Intanto Mina e Adriano Celentano preparano un nuovo album insieme per il 2016.


20-10-2015 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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