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Baby K, Icona: “Tiziano Ferro? Eternamente grata. J-Ax? Molto generoso” L'artista dei record è pronta per i live di Milano e Roma 28-11-2018

Baby K presenta il suo nuovo album “Icona” in diretta su Radio Italia solomusicaitaliana. La protagonista di hit come Voglio ballare con te,Da zero a centoeCome no, si racconta con Mauro Marino e Manola Moslehi, parlando anche di Tiziano Ferro e di J-Ax. Intanto, continua il tour instore e si prepara per i due concerti a Roma e Milano, dove non si era mai esibita.

Parliamo un po' di questo “Yo Baby K”...Non avrei mai pensato che avrebbe preso piede, appartiene alla cultura hip hop. Io lo sparavo un po' di qua e di là. Quest'estate mi divertivo a vedere i meme”.

Leggendo tua biografia, ho visto che hai iniziato presto a cantare, a 9 anni...Facevo parte di tre cori, poi ho studiato flauto traverso per due anni ma ho smesso. Ho fatto anche la speaker, non ero un granché ma ero appassionata della musica”.

Se parliamo di te, parliamo di una donna da record. La prima italiana ad avere oltre 1 milione di iscritti su YouTube. C'è più orgoglio o pressione nel dover mantenere questi risultati? “Avendo avuto la musica come parte costante della mia vita, quando voglio fare una cosa, la faccio: prego e mi butto. La affronto così, nel bene e nel male. Ad ogni risultato è stata una cosa che non riuscivo ad assorbire. Certo, l'asticella si è molto alzata e per mantenere quello standard ci vuole un'intuizione in più. Sono contenta per “Da zero a cento” e sono grata al mio pubblico perché non era scontato azzeccare la terza hit”.

Perché hai scelto per il tuo album questo titolo, “Icona”? “Non è autoreferenziale ma è una riflessione su cosa significa essere o diventare un'icona oggi. I social sono diventati il palcoscenico di tutti noi. È come se tutti avessero bisogno di comunicare al loro pubblico, con tutti argomenti e pose giusti. Io penso di aver avuto momento iconici, ma di non essere un'icona. O muori... A parte gli scherzi, ci vuole molto sacrificio, c'è tempo”.

Parliamo della traccia che chiude l'album “Sogni d'oro e di platino”. È un po' diversa dalle altre...È il brano più intimista, riflessivo e personale. Dai singoli uno può avere un'idea del mio mondo, ma io ho tante sfaccettature. Questo brano è un'ode ai sogni, un invito a no smettere mai di sognare, soprattutto per i giovani”.

Citando un altro brano di “Icona” “Mi faccio i film”, volevamo sapere se è un titolo autoreferenziale: ti fai i film nella vita di tutti i giorni? “Sì, è proprio così. Io sono protagonista e regista di quella traccia. È un brano surreale. Hai presente quei pensieri random che ci facciamo ad esempio quando ci laviamo i denti? Io li ho raccolti tutti e sono finiti in questo brano”.

Nella tua carriera, hai scritto anche un libro, “Come diventare femmina alfa in 10 step”... Racconta in maniera simpatica ma non banale come si può diventare una femmina alfa, è un manuale di istruzioni. Io non mi vedevo dove sono adesso, per me dovevo andare al liceo e all'università, la musica era solo una passione o un hobby. Spiego quali sono i 10 step che aiutano le ragazze ad avvicinarsi alla propria strada, le incoraggio a non aver paura di affrontare questa strada da sola. Purtroppo c'è l'idea sessista che una donna arriva dove vuole grazie a qualcuno, invece io ribalto questo cliché”.

Sei partita come la Femmina Alfa di “Killer” e sei diventata un'icona sexy. Queste due anime sono in contrapposizione o in Baby K convivono tranquillamente? Convivono, da pischelle affrontiamo le cose in un modo, poi cresciamo e ci sentiamo più femminili. La verità è che io mi ero stufata della frangetta. Un'icona sexy no, resto sempre un metro e 62. Mi diverto a giocare con il look”.

Hai girato parecchio il mondo...Sono meticcia e la musica rispecchia questi viaggi, ogni tanto ci infilo una salsa... Come no invece ha un richiamo all'Asia, alla Cina, ci infilo un po' di salsa. Ho viaggiato tantissimo quando ero piccola, non ho tantissimi ricordi. Sono nata a Singapore, ho vissuto a Giacarta. Mi hanno detto che fino ai tre anni parlavo solo indonesiano, io ora mi ricordo solo 'terima kasih' (grazie) 'tidak mau' (non voglio), 'tutup pintu' (chiudi la porta). Ho passato gli anni formativi in Inghilterra, poi mi sono trasferita a Roma e adesso sono a Milano

Quanto è stato importante Tiziano Ferro? Torneresti a lavorare con lui? Scherzi!? Subito. Io ero una rapper autoprodotta e avevo fatto due ep. Lui ha visto mio video 'Femmina alfa', ha voluto incontrarmi e mi ha detto: 'Vorrei collaborare con te'. È diventato il direttore artistico del mio disco, si è messo in gioco e lo ha fatto per sua passione. Io gli devo tanto, gli sono eternamente grata, lui crede nella musica con la M maiuscola, è un uomo generoso e un artista meraviglioso”.

Ci saranno poi due importanti date live... Non vedo l'ora, il 28 marzo sarò a Milano e il 29 a Roma. Sono due città in cui non ho avuto modo di esibirmi. In realtà non ho voluto perché ho preferito aspettare, per creare un evento. Ci saranno i brani di 'Icona' e il mio repertorio”.

Hai un pubblico pubblico trasversale, forse perché la tua comunicazione è incisiva... Ho visto molti video di bambini incollati davanti ai miei filmati. Sono molto orgogliosa di poter arrivare a piccoli, grandi e intermedi. Immaginavo un pubblico di adolescenti e 20enni invece spesso ho visto che molte donne e mamme amare 'Femmina alfa', che è anche il brano preferito di mia madre”.

Hai iniziato il tour instore, che andrà avanti fino all'8 dicembre. Come sta andando? Bene, mi si è proprio riempito il cuore. A Formia e Rivereto abbiamo fatto un bel casino. I fan portano tanto affetto. Domani sarò vicino a Padova”.

In questo disco di sono anche delle collaborazioni... Ci sono Andrés Dvicio, due rapper e J-Ax. Io e J-Ax ci eravamo già conosciuti. Lo ammiro molto, ha una carriera di tutto rispetto, e poi è stato molto generoso, non gli ho dato molto tempo per scrivere e registrare. Uno magari non si aspetta un brano così da noi”.

Sei l'autrice di tutto l'album: quando ti viene l'ispirazione? Magari quando fai trekking in mezzo alla natura?Dipende molto dal tipo di brano. C'è stato un periodo in cui è stato difficile scrivere. Temevo che le persone mi conoscessero solo per i singoli andati bene. MI sono sbloccata tardi e 'Da zero a cento' è nata in due giorni”.

 


Autore:
Chiara Cipolla
28-11-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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