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Giorgio Gaber

BIOGRAFIA

Giorgio Gaber, nome d'arte di Giorgio Gaberscik, nasce a Milan il 25 gennaio 1939, spesso chiamato anche "Il Signor G" dai suoi estimatori. La sua carriera da chitarrista inizia nel gruppo di Ghigo Agosti, Ghigo e gli arrabbiati, formazione che nasce all'Hot Club di Milano; ed esordisce al festival jazz del 1954. Non si fa ancora chiamare “Gaber”: si presenta al pubblico con il suo vero cognome. Dopo due anni di serate, tra musica leggera e jazz  entra nei Rock Boys, il complesso di Adriano Celentano, in cui al pianoforte suona Enzo Jannacci. 

Conosce in questo periodo Luigi Tenco, trasferitosi a Milano da Genova. Con lui forma il suo primo gruppo, così composto: Jannacci al pianoforte, Tenco e Paolo Tomelleri al sax, Gaber e Gian Franco Reverberi alla chitarra. I Rocky Mountains Old Times Stompers (questo il nome completo del gruppo) si esibiscono nel celebre club milanese Santa Tecla. Gaber e Tenco compongono insieme alcuni brani, sviluppando parallelamente un'intensa amicizia. Viene notato poi da Nanni Ricordi, direttore artistico dell'omonima casa editrice musicale, che lo invita per un provino. Gaber inizia così la carriera da solista, con l'incisione per la neonata Dischi Ricordi, di quattro canzoni, due originali in italiano: Ciao ti dirò e Da te era bello restar, e due successi americani: Be-Bop-A-Lula e Love Me Forever

Nella primavera del 1959 partecipa, con tutti i nuovi artisti del momento – tra cui Mina, Celentano e Little Tony – a una serata rock al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Nello stesso anno forma con Enzo Jannacci un duo, I Due Corsari, che debutta con il 45 giri 24 ore/Ehi! Stella. La formazione incide altri 45 giri: Una fetta di limone (1960) è uno dei loro maggiori successi. Alla fine del 1959 si iscrive alla SIAE, come melodista e paroliere. Dopo i primi 45 giri, raggiunge il successo nel 1960 con il lento Non arrossire, con il quale partecipa alla Sei giorni della canzone; nello stesso anno incide la sua canzone più conosciuta tra quelle del primo periodo, La ballata del Cerutti, con il testo dello scrittore Umberto Simonetta. Nel corso degli anni sessanta i testi delle canzoni di maggior successo di Gaber sono firmati dallo scrittore. Tra esse, Trani a gogò (1962), Goganga, Porta Romana (1963), fruttano a Gaber molte apparizioni televisive.

Come Gino Paoli, Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Jannacci e Tenco,è alla ricerca di un punto di equilibrio tra le influenze americane (rock e jazz) e la canzone francese. Negli anni sessanta partecipa a quattro edizioni di Sanremo: nel 1961 con il brano Benzina e cerini (scritto tra gli altri da Enzo Jannacci), in coppia con Maria Monti; nel 1964 presenta Così felice (scritta con Sandro Luporini), in coppia con Patricia Carli; nel 1966 con uno dei suoi successi più grandi, Mai, mai, mai (Valentina), in coppia con Pat Boone; infine nel 1967 con ... E allora dài!,in coppia con Remo Germani. Nell'estate del 1966 partecipa al 14º Festival della Canzone Napoletana, dove si classifica al secondo posto con il brano di Alberto Testa e Giordano Bruno Martelli 'A Pizza, eseguito in coppia con Aurelio Fierro. Questo brano, insieme a Ballata de' suonne, di cui scrive la musica sulle parole di Riccardo de Vita, rappresenta l'unica incursione di Giorgio Gaber nella canzone napoletana.

Nel 1967 partecipa alla quarta edizione del Festival delle Rose con il brano Suona chitarra, cantato in duetto con Pippo Franco. In quegli anni gira molti caroselli, partecipa a numerose trasmissioni televisive, idea e conduce le sue trasmissioni.Nel 1968 partecipa alla commedia musicale western per la Rai: Non cantare, spara, con il Quartetto Cetra, nei panni di Idaho Martin. In quell'anno realizza il suo ultimo album con la Ri-Fi, L'asse di equilibrio, poi cambia casa discografica, passando alla Vedette. Incide subito una canzone di successo, Torpedo blu, cui seguono Come è bella la città e Il Riccardo (entrambe nel 1969) e Barbera e champagne (nel 1970).

Nel 1970 esce l'album Sexus et politica,  dove esegue canzoni scritte su testi di autori latini. All'apice della popolarità, nel 1970 presenta il suo ultimo varietà televisivo: E noi qui, del sabato sera. Poi abbandona gli schermi tv e inizia una nuova carriera sul palcoscenico. Il 1970 è l'anno della svolta: rinuncia all'enorme successo televisivo e porta "la canzone a teatro" (creando il genere che prenderà il nome di teatro canzone). Per questo crea il «Signor G», un personaggio che non recita più un ruolo: recita se stesso. Oltre a inventare un nuovo personaggio, crea un nuovo genere: lo spettacolo a tema con canzoni che lo sviluppano, inframmezzate da monologhi e racconti. Con la sua nuova casa discografica, la Carosello, Gaber pubblica sia le registrazioni dal vivo degli spettacoli teatrali sia gli album registrati in studio.

Per non fare un salto nel vuoto, aveva deciso già nel 1969 di testare la sua presa sul pubblico teatrale, così diverso rispetto a quello della televisione. L'occasione era venuta nientemeno da Mina. Nella stagione 1969-70 Gaber e la primadonna della musica leggera italiana realizzano una serie di recital nei teatri di molte città italiane. Gaber si esibisce nel primo tempo, Mina nel secondo tempo. La tournée viene ripetuta nella stagione seguente.Dopo un'anteprima il 6 ottobre 1970 presso gli studi Regson di Milano (ai fini della registrazione dello spettacolo dal vivo per la Carosello), il 21 ottobre «Il signor G» debutta al Teatro San Rocco di Seregno, con la regia di Beppe Recchia e la direzione musicale di Giorgio Casellato. 

Gaber chiede all'amico Sandro Luporini di scrivere insieme a lui i testi delle canzoni e dei monologhi. Nascono così le Storie vecchie e nuove del signor G, una versione ampliata dello spettacolo dell'anno precedente. Dal 1971 Gaber e Luporini si ritroveranno tutte le estati a Viareggio per preparare lo spettacolo dell'anno successivo. L'ideazione dello spettacolo e la stesura dei testi avviene insieme, poi Gaber compone autonomamente le musiche. Intanto registra in studio I borghesi.

Nella stagione va in scena Dialogo tra un impegnato e un non so. La Carosello pubblica la raccolta Gaber al Piccolo, contenente brani tratti dal nuovo spettacolo. La stagione seguente va inj scena Far finta di essere sani: questa volta non viene pubblicata la registrazione integrale dello spettacolo, ma solo le canzoni, senza i monologhi. Negli anni, l'affluenza del pubblico agli spettacoli di Gaber aumenta considerevolmente .

Anche per oggi non si vola (1974-75) ottiene un grande successo, tale da venir riproposto anche la stagione successiva. È la prima volta che uno spettacolo di Gaber-Luporini viene replicato. Viene registrato dal vivo il 9 ottobre 1974 a Milano ai fini dell'incisione del disco su etichetta Carosello. Nell'estate del 1975 si esibisce davanti a 40.000 persone alla“Festa del proletariato giovanile al Parco Lambro a Milano.L'anno seguente è in scena con Giorgio Gaber-Recital, spettacolo antologico dove presenta il meglio del suo teatro-canzone. Nella stagione 1976-77 è invece il turno di Libertà obbligatoria ha come tema principale il rapporto tra individuo e sistema. Lo spettacolo viene registrato dal vivo il 14 ottobre 1976 al Teatro Duse di Bologna per la Carosello. Per la prima volta suona la chitarra durante lo spettacolo. 

Nel 1977-78 Gaber e Luporini preparano un testo per il teatro dal titolo Progetto per una rivoluzione a Milano 2, tratto dal libro di Alain Robbe-Grillet Progetto per una rivoluzione a New York, e ambientato proprio nella città satellite. Lo spettacolo rimarrà allo stadio di progetto. Polli d'allevamento (debutto il 3 ottobre 1978 a Parma) è il recital della vera e propria svolta: per la prima volta Gaber e Luporini avvertono nella società una crescente omologazione e, insieme, l'esaurirsi della spinta al cambiamento che aveva contrassegnato un intero decennio. Anche questo spettacolo viene registrato dal vivo al Teatro Duse di Bologna (il 18 ottobre 1978) ai fini dell'incisione del disco su etichetta Carosello. Le orchestrazioni e gli arrangiamenti, curati da Franco Battiato e Giusto Pio, si distaccano notevolmente da quelli precedenti: al posto di basso, batteria e chitarre elettriche compaiono sintetizzatori, fiati e quartetti d'archi.

Al termine dell'estenuante tournée, decide di scendere dal palcoscenico. Scioglie la compagnia e si ferma per due anni. Alla fine dell'anno ritorna in sala d'incisione e nel 1980 pubblica l'album Pressione bassa. Nello stesso anno esce la dirompente Io se fossi Dio, canzone della durata di 14 minuti, pubblicata dalla F1 Team su disco da 12 pollici inciso solo da un lato, per il rifiuto della Carosello. La canzone era stata scritta nel 1978, dopo l'uccisione di Aldo Moro, ma fu pubblicata due anni dopo. Nell'estate del 1980 si esibisce dal vivo al Teatro Lirico di Milano. La Rai registra gli spettacoli e realizza uno speciale, che manda in onda a novembre in due puntate, dal titolo: Quasi allegramente la dolce illusione e Quasi fatalmente la dolce uguaglianza. È la prima riapparizione di Gaber in televisione, dal 1973.Il 4 marzo 1981 Gaber partecipa, insieme a Francesco Guccini e Franco Battiato, ad un concerto di raccolta fondi per il giornale Lotta Continua. Pubblica l'album Anni affollati. 

Lo spettacolo Anni affollati (1981-82) è un recital più conciso e colto, ma non per questo meno tagliente. La versione su disco viene registrata tra il 9 e il 12 febbraio 1982 al Teatro Carcano di Milano e viene pubblicata dalla Carosello con il titolo Il teatro di Giorgio Gaber. La stagione seguente è alla sua seconda prova come autore teatrale. Firma con l'inseparabile Luporini una commedia in due atti: Il caso di Alessandro e Maria. In questo spettacolo Gaber è anche attore; la protagonista femminile è Mariangela Melato. La pièce debutta il 22 ottobre 1982 a Parma[38].

Al termine della tournée registra un disco con Enzo Jannacci. I due si ritrovano per rievocare le canzoni degli anni sessanta della coppia I Due Corsari con un look rivisto e corretto in stile "The Blues Brothers". L'album, o meglio il Q Disc, s'intitola Ja-Ga Brothers.  L'anno successivo si prende una pausa dal palcoscenico. Firma la regia della commedia musicale Una donna tutta sbagliata. Fonda la sua etichetta di produzione: GO Igest, con la quale pubblica l'album Gaber, da ricordare almeno per Benvenuto il luogo dove e Occhio, cuore, cervello. Ritorna sulla scena con Io se fossi Gaber ('84-'85). Lo spettacolo debutta il 18 ottobre 1984 a Torino. Tra le novità c'è il ritorno del gruppo che suona dal vivo alle spalle del cantattore. La versione su disco viene registrata tra il 4 e il 10 marzo 1985 al Teatro Giulio Cesare di Roma ed è pubblicata ancora dalla Carosello con il titolo Io se fossi Gaber.  

Io se fossi Gaber è riproposto anche per la seconda stagione. Nello stesso anno Gaber firma la regia della commedia musicale Aiuto… sono una donna di successo, con Ombretta Colli nel ruolo di protagonista unica. Nel1986-87 porta in scena Parlami d'amore Mariù. La versione su disco viene registrata tra il 7 e il 9 maggio 1987 al Teatro Smeraldo di Milano ed è pubblicata dalla Carosello. Gaber pubblica anche l'album in studio Piccoli spostamenti del cuore. Nel 1987-88 scrive insieme a Gian Piero Alloisio e Arturo Brachetti In principio Arturo, spettacolo teatrale interpretato da Brachetti. 

Il decennio si conclude con il ritorno di Gaber ad uno spettacolo di prosa, il secondo: si tratta di Il Grigio, lungo monologo pubblicato anche su disco. Lo spettacolo debutta il 19 ottobre a Belluno. La versione su disco viene registrata tra il 6 e il 9 aprile 1989 al Teatro Genovese di Genova ed è pubblicata dalla Carosello. L'anno dopo Il Grigio è riproposto per la seconda stagione. Gaber e Ombretta Colli firmano a quattro mani la sceneggiatura di Una donna tutta sbagliata, quattro film tv di un'ora e mezza ciascuno, con storie indipendenti l'una dall'altra. I film vanno in onda nell'ottobre 1989 su Rai 2. Dal 1989 al 1992 Gaber è direttore artistico del Teatro Goldoni di Venezia e del Toniolo di Mestre.

Il 25 maggio 1990 debutta al Teatro Comunale di Venezia l'allestimento gaberiano di Aspettando Godot di Samuel Beckett (1952). Si adotta la traduzione italiana di Fruttero & Lucentini.Per la prima volta recita un testo teatrale non scritto da lui. Trova il tempo di curare anche la regia dello spettacolo teatrale di Beppe Grillo Buone notizie, scritto con la collaborazione di Michele Serra. Nel 1990-91 Il Grigio è riproposto per la terza stagione. Nel 1991 Gaber prende parte al film Rossini! Rossini! di Mario Monicelli nella parte dell'impresario Domenico Barbaja.L'interpretazione gli varrà una candidatura al David di Donatello per il miglior attore non protagonista.

In estate viene invitato per la prima volta al Festival La Versiliana, dove esegue una serie di recital su tutto il teatro canzone. L'appuntamento diventa abituale e avrà un seguito negli anni seguenti. Fino al 1994 ritorna a cantare in teatro. Insieme a Luporini mette in scena uno spettacolo antologico, intitolato Il Teatro Canzone, che ripercorre tutta la storia dei vent'anni precedenti. Il recital debutta il 5 novembre 1991 a Pesaro. La versione su disco viene registrata nel mese di gennaio 1992 al Teatro Carcano di Milano ed è pubblicata dalla Carosello. Il teatro canzone va in scena per tre stagioni consecutive, fino alla primavera del 1994. In quell'anno esce l'album, registrato dal vivo, Io come persona.

Nelle due stagioni 1994-95 e 1995-96 va in scena E pensare che c'era il pensiero da cui vengono realizzati un album dal vivo nel 1994 e un altro nel 1995: il primo è registrato al Teatro Alfieri di Torino nel novembre 1994; il secondo è registrato al Teatro Regio di Parma nell'ottobre 1995. Nel 1997 inizia ad avere seri problemi di salute. Dopo un lungo ricovero si mette al lavoro per preparare il nuovo spettacolo, che debutta a Lucca il 2 gennaio Un'idiozia conquistata a fatica, anch'esso riproposto per due stagioni, vede la cessazione del rapporto del cantautore con la Carosello, l'etichetta che ha prodotto per più di vent'anni i suoi dischi; per qualche tempo Gaber autoproduce i cd (in vendita solo dopo gli spettacoli) con la Giom, creata ad hoc, per poi passare nel 2000 alla CGD Eastwest. Va in scena per tre anni, ma l'ultima stagione ha una conclusione anticipata: nel febbraio del 2000 Gaber è costretto a sospendere la tournée per l'aggravarsi delle condizioni di salute. È l'ultimo spettacolo creato con Sandro Luporini. 

Il 13 aprile 2001 Gaber pubblica un nuovo disco realizzato in studio, a 14 anni da Piccoli spostamenti del cuore: La mia generazione ha perso. Il nuovo lavoro, da un lato presenta alcune canzoni degli spettacoli precedenti ri-registrate, dall'altro contiene alcuni inediti, di cui il più significativo è La razza in estinzione, il brano che contiene la frase che dà il titolo al disco. Già segnato dalla malattia, Gaber compare nello stesso anno in due puntate del programma 125 milioni di caz..te di e con il vecchio amico Adriano Celentano, insieme ad Antonio Albanese, Dario Fo, Enzo Jannacci e lo stesso Celentano in una surreale partita a carte.

Il successo di quelle serate lo spinge a mettersi al lavoro per un nuovo disco, ad appena sei mesi di distanza dall'uscita dell'ultimo lavoro. Io non mi sento italiano, però viene pubblicato postumo: si spegne nel pomeriggio del giorno di Capodanno del 2003 nella sua casa di campagna a Montemagno La Fondazione Giorgio Gaber nel 2004 ha creato in suo onore il Festival teatro canzone Giorgio Gaber.  Il 13 novembre 2012 viene pubblicato l'album tributo Per Gaber... io ci sono, un cofanetto composto da 3 CD contenente canzoni dell'artista interpretate da 50 artisti italiani.

 

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