30-01-2004
Gianna Nannini oggi venerdì 30 gennaio esce "Perle"

Venerdì 30 gennaio esce “Perle” (Universal Music), il nuovo album di Gianna Nannini.
Anticipato dal singolo “Amandoti”, rilettura del pezzo omonimo dei CCCP (“Fedeli alla linea”) scritto da Giovanni Lindo Ferretti, l’album “Perle” (inciso in super audio cd) racchiude le più belle canzoni scritte da Gianna.
I nuovi arrangiamenti mettono in risalto le doti vocali della rocker senese con composizioni che ruotano attorno a due pianoforti, suonati dalla Nannini e Christian Lohr, e agli archi del Solis String Quartet.
Il 16 febbraio, dal Teatro Tenda di Terni, avrà inizio “PERLE – il concerto” (organizzato da Cose di Musica), il nuovo attesissimo tour di Gianna Nannini che per la prima volta si esibirà in teatri e sale d’opera.
Sul palcoscenico Gianna Nannini (voce e piano) sarà affiancata da Christian Lohr (piano e toys) e il Solis String Quartet.
Note album
Definitelo rock crudo, ma non chiamatelo assolutamente greatest hits. Le canzoni di “Perle”, il nuovo album di Gianna Nannini, pur essendo rintracciabili nei suoi dischi precedenti, non assomigliano nemmeno lontanamente alle versioni originali incise in passato dalla rocker senese. Sono totalmente assenti le chitarre e la sezione ritmica (basso e batteria): i nuovi arrangiamenti hanno un incedere classico sulle corde di due pianoforti, uno suonato da Gianna e l’altro dal tedesco Christian Lohr, co-produttore artistico del disco, genio dell’elettronica ed eccellente strumentista acustico. Assieme a loro, gli unici altri musicisti che partecipano al nuovo cd sono i Solis String Quartet, autentici maestri degli archi.
«L’idea di questo disco mi è venuta durante il tour di “Aria”. – spiega Gianna Nannini - Alla fine del concerto eseguivo “Ragazzo dell’Europa” suonando il pianoforte a quattro mani con Lohr: mi sono resa conto che fra noi c’era un incredibile feeling artistico e che anche la gente apprezzava questa versione acustica. Così ho pensato di raccogliere in un album quei brani che suono abitualmente al pianoforte, scegliendo alcune “perle” del mio repertorio passato che rischiavano di restare sepolte sotto la sabbia del tempo. Avrei voluto registrare esclusivamente delle versioni piano e voce, ma certe canzoni richiedevano la melodia, così i pianoforti sono diventati due e siccome ancora non era sufficiente, ho invitato i Solis String Quartet a suonare gli archi e il Coro Città di Milano a suggellare alcuni passaggi significativi. Mancano completamente la chitarra e la sezione ritmica, a parte un rapido flash di batteria in “California”, perché disturbavano la voce: il rock vuole la voce dentro a tutto, mentre in queste canzoni la voce è fuori da tutto. È una nuova sfaccettatura dell’anima rock, nella quale contano l’interpretazione vocale e il pianoforte».
L’album “Perle”, dunque, nasce da una visione del crudo di Gianna Nannini, che non a caso definisce queste canzoni «più raw che rock». Voce e strumenti, infatti, sono naturali e registrati con microfoni vintage per esaltarne la purezza: la protagonista principale è la voce, che viene valorizzata e rispettata con attimi di silenzio assoluto che puntualizzano i momenti più suggestivi. Nei dischi precedenti le parti vocali erano caricate con suoni incalzanti; nei nuovi arrangiamenti, invece, sono proprio le pause che aiutano la voce a emergere: Gianna usa il silenzio per mantenere alta la tensione emotiva delle canzoni.
Chi la frequenta musicalmente da tempo, sa che lei non incide mai un disco uguale all’altro; tuttavia “Perle” è molto più che una piacevole sorpresa: è la consacrazione del talento artistico a tutto tondo di Gianna Nannini, che si destreggia con grande abilità anche al pianoforte, senza il timore di perdere il suo background rock.
Anche il primo singolo “Amandoti” è una canzone già edita: è stata scritta più di dieci anni fa da Giovanni Lindo Ferretti e inserita nell’album “Fedeli alla linea” (1990) del suo ex gruppo CCCP. Gianna, però, l’ha scoperta solo recentemente a teatro...
«Ho ascoltato per la prima volta questo pezzo durante una rappresentazione dei Dionisi, un gruppo teatrale milanese, e me ne sono innamorata. Solo in un secondo tempo ho appreso che si trattava di una composizione di Giovanni Lindo Ferretti».
“Perle”
la tracklist con il commento di Gianna Nannini
“Notti senza cuore” (dall’album “Cuore”; 1998)
Rispecchia i miei due viaggi dell’anno scorso in Irak, dove ho visto immagini che i telegiornali non mostrano: situazioni che mi hanno emozionato, ma anche responsabilizzato di più. Musicalmente, è un duetto a quattro mani al pianoforte: anche l’intro percussivo è stato realizzato da me, tamburellando con le dita sui tasti.
“Ragazzo dell’Europa” (dall’album “Latin Lover”; 1982)
È esattamente la versione che suonavamo nel tour precedente, con Lohr che mi accompagna al pianoforte. È un brano fondamentale, nel quale c’è tutto il piacere e l’importanza di suonare un rock più vicino ai musicisti dell’est europeo, abbracciando quel minimalismo che ha originato il drum and bass. Ricordo che nell’esecuzione originale le tastiere erano suonate da Annie Lennox e la batteria da Jacki Liebezeit.
“Contaminata” (dall’album “Bomboloni”; 1996)
Anche questo è un brano molto attuale, perché parla di migrazioni e contaminazioni in un mondo che non appartiene a una cultura unica. È un messaggio d’amore per gli esseri umani, ancor più necessario in questi tempi in cui si cerca a tutti i costi un nemico e ci si accanisce in particolare contro chi vive o la pensa diversamente da noi. La musica si muove sugli archi arabeggianti dell’orchestra, centellinando gli interventi del pianoforte, e sui brividi suscitati dal coro usato al posto delle armonie.
“Amandoti” (dall’album “Fedeli alla linea” dei CCCP; 1990)
Ho scoperto questa canzone di Giovanni Lindo Ferretti, un autentico poeta contemporaneo, in uno spettacolo del gruppo teatrale milanese Dionisi: è un tangaccio che abbiamo adattato alla filosofia del nostro disco con l’uso di fisarmonica e archi. È una storia d’amore: un autoscatto da regalare al partner come simbolo del proprio sentimento.
“Profumo” (dall’album “Profumo”; 1986)
È la prima canzone di “Perle” che ho cantato: avevo appena cantato a Stoccarda ed ero stanchissima; però l’indescrivibile bellezza e magia dello studio di registrazione privato di Lohr mi hanno fatto venire voglia di incidere un provino solo con la voce di questo brano. È un esempio di come si canta il rock: abbiamo mantenuto il provino iniziale a cappella, sovrapponendo gli archi e il Wurlizer, un piano con lamelle in metallo.
“I maschi” (dall’album “Maschi e altri”; 1987)
Abbiamo aggiunto gli archi alla voce della versione originale. La sento come una nuova espressione, pur con una melodia del tutto differente, di “Eleanor Rigby” dei Beatles.
“Aria” (dall’album “Aria”; 2001)
È una delle mie composizioni più recenti: dell’originale è rimasta solo la voce, sulla quale abbiamo suonato il pianoforte e gli archi.
“Una luce” (dall’album “Scandalo”; 1990)
È la perla più lucente di questo disco: una versione pianoforte e voce, che diventa l’elemento orchestrale più importante.
“California” (dall’album “California”; 1979)
Questa è la canzone che ha avuto più modifiche rispetto all’originale, con l’aggiunta di nuovi suoni vintage e una strofa del testo scritta appositamente per questa versione. È giusto rinnovare la canzoni di un’altra epoca con pensieri più attuali: ho voluto ribadire la mia gioia di vivere in Italia, dove non siamo controllati e manipolati come in altre nazioni dove la libertà d’azione e di pensiero è solo apparente.
“Latin Lover” (dall’album “Latin Lover”; 1982)
Ha un intro percussivo che esplode nell’inciso molto giocoso. È un rock classico: in mezzo a tanti brani intimistici era necessario ritagliarsi uno spazio di energia e fisicità.
“Meravigliosa creatura” (dall’album “Dispetto”; 1995)
È indubbiamente una dei mie principali canzoni d’amore: questa versione con archi e pianoforte è figlia dell’esecuzione dal vivo nell’ultimo tour.
“Amore cannibale” (dall’album “Aria”; 2001)
È una versione assai singolare, quasi operistica con un coro affascinante: ho avuto modo di sperimentare la magia di questa esecuzione in un concerto che ho tenuto l’anno scorso in una chiesa di Milano.
“Oh marinaio” (dall’album “Per forza per amore”; 1993)
E’ la mia caratteristica esecuzione per piano e voce: un classico delle mie esibizioni dal vivo.
Fonte: Ufficio Stampa- Notizia letta 4967 volte
Anticipato dal singolo “Amandoti”, rilettura del pezzo omonimo dei CCCP (“Fedeli alla linea”) scritto da Giovanni Lindo Ferretti, l’album “Perle” (inciso in super audio cd) racchiude le più belle canzoni scritte da Gianna.
I nuovi arrangiamenti mettono in risalto le doti vocali della rocker senese con composizioni che ruotano attorno a due pianoforti, suonati dalla Nannini e Christian Lohr, e agli archi del Solis String Quartet.
Il 16 febbraio, dal Teatro Tenda di Terni, avrà inizio “PERLE – il concerto” (organizzato da Cose di Musica), il nuovo attesissimo tour di Gianna Nannini che per la prima volta si esibirà in teatri e sale d’opera.
Sul palcoscenico Gianna Nannini (voce e piano) sarà affiancata da Christian Lohr (piano e toys) e il Solis String Quartet.
Note album
Definitelo rock crudo, ma non chiamatelo assolutamente greatest hits. Le canzoni di “Perle”, il nuovo album di Gianna Nannini, pur essendo rintracciabili nei suoi dischi precedenti, non assomigliano nemmeno lontanamente alle versioni originali incise in passato dalla rocker senese. Sono totalmente assenti le chitarre e la sezione ritmica (basso e batteria): i nuovi arrangiamenti hanno un incedere classico sulle corde di due pianoforti, uno suonato da Gianna e l’altro dal tedesco Christian Lohr, co-produttore artistico del disco, genio dell’elettronica ed eccellente strumentista acustico. Assieme a loro, gli unici altri musicisti che partecipano al nuovo cd sono i Solis String Quartet, autentici maestri degli archi.
«L’idea di questo disco mi è venuta durante il tour di “Aria”. – spiega Gianna Nannini - Alla fine del concerto eseguivo “Ragazzo dell’Europa” suonando il pianoforte a quattro mani con Lohr: mi sono resa conto che fra noi c’era un incredibile feeling artistico e che anche la gente apprezzava questa versione acustica. Così ho pensato di raccogliere in un album quei brani che suono abitualmente al pianoforte, scegliendo alcune “perle” del mio repertorio passato che rischiavano di restare sepolte sotto la sabbia del tempo. Avrei voluto registrare esclusivamente delle versioni piano e voce, ma certe canzoni richiedevano la melodia, così i pianoforti sono diventati due e siccome ancora non era sufficiente, ho invitato i Solis String Quartet a suonare gli archi e il Coro Città di Milano a suggellare alcuni passaggi significativi. Mancano completamente la chitarra e la sezione ritmica, a parte un rapido flash di batteria in “California”, perché disturbavano la voce: il rock vuole la voce dentro a tutto, mentre in queste canzoni la voce è fuori da tutto. È una nuova sfaccettatura dell’anima rock, nella quale contano l’interpretazione vocale e il pianoforte».
L’album “Perle”, dunque, nasce da una visione del crudo di Gianna Nannini, che non a caso definisce queste canzoni «più raw che rock». Voce e strumenti, infatti, sono naturali e registrati con microfoni vintage per esaltarne la purezza: la protagonista principale è la voce, che viene valorizzata e rispettata con attimi di silenzio assoluto che puntualizzano i momenti più suggestivi. Nei dischi precedenti le parti vocali erano caricate con suoni incalzanti; nei nuovi arrangiamenti, invece, sono proprio le pause che aiutano la voce a emergere: Gianna usa il silenzio per mantenere alta la tensione emotiva delle canzoni.
Chi la frequenta musicalmente da tempo, sa che lei non incide mai un disco uguale all’altro; tuttavia “Perle” è molto più che una piacevole sorpresa: è la consacrazione del talento artistico a tutto tondo di Gianna Nannini, che si destreggia con grande abilità anche al pianoforte, senza il timore di perdere il suo background rock.
Anche il primo singolo “Amandoti” è una canzone già edita: è stata scritta più di dieci anni fa da Giovanni Lindo Ferretti e inserita nell’album “Fedeli alla linea” (1990) del suo ex gruppo CCCP. Gianna, però, l’ha scoperta solo recentemente a teatro...
«Ho ascoltato per la prima volta questo pezzo durante una rappresentazione dei Dionisi, un gruppo teatrale milanese, e me ne sono innamorata. Solo in un secondo tempo ho appreso che si trattava di una composizione di Giovanni Lindo Ferretti».
“Perle”
la tracklist con il commento di Gianna Nannini
“Notti senza cuore” (dall’album “Cuore”; 1998)
Rispecchia i miei due viaggi dell’anno scorso in Irak, dove ho visto immagini che i telegiornali non mostrano: situazioni che mi hanno emozionato, ma anche responsabilizzato di più. Musicalmente, è un duetto a quattro mani al pianoforte: anche l’intro percussivo è stato realizzato da me, tamburellando con le dita sui tasti.
“Ragazzo dell’Europa” (dall’album “Latin Lover”; 1982)
È esattamente la versione che suonavamo nel tour precedente, con Lohr che mi accompagna al pianoforte. È un brano fondamentale, nel quale c’è tutto il piacere e l’importanza di suonare un rock più vicino ai musicisti dell’est europeo, abbracciando quel minimalismo che ha originato il drum and bass. Ricordo che nell’esecuzione originale le tastiere erano suonate da Annie Lennox e la batteria da Jacki Liebezeit.
“Contaminata” (dall’album “Bomboloni”; 1996)
Anche questo è un brano molto attuale, perché parla di migrazioni e contaminazioni in un mondo che non appartiene a una cultura unica. È un messaggio d’amore per gli esseri umani, ancor più necessario in questi tempi in cui si cerca a tutti i costi un nemico e ci si accanisce in particolare contro chi vive o la pensa diversamente da noi. La musica si muove sugli archi arabeggianti dell’orchestra, centellinando gli interventi del pianoforte, e sui brividi suscitati dal coro usato al posto delle armonie.
“Amandoti” (dall’album “Fedeli alla linea” dei CCCP; 1990)
Ho scoperto questa canzone di Giovanni Lindo Ferretti, un autentico poeta contemporaneo, in uno spettacolo del gruppo teatrale milanese Dionisi: è un tangaccio che abbiamo adattato alla filosofia del nostro disco con l’uso di fisarmonica e archi. È una storia d’amore: un autoscatto da regalare al partner come simbolo del proprio sentimento.
“Profumo” (dall’album “Profumo”; 1986)
È la prima canzone di “Perle” che ho cantato: avevo appena cantato a Stoccarda ed ero stanchissima; però l’indescrivibile bellezza e magia dello studio di registrazione privato di Lohr mi hanno fatto venire voglia di incidere un provino solo con la voce di questo brano. È un esempio di come si canta il rock: abbiamo mantenuto il provino iniziale a cappella, sovrapponendo gli archi e il Wurlizer, un piano con lamelle in metallo.
“I maschi” (dall’album “Maschi e altri”; 1987)
Abbiamo aggiunto gli archi alla voce della versione originale. La sento come una nuova espressione, pur con una melodia del tutto differente, di “Eleanor Rigby” dei Beatles.
“Aria” (dall’album “Aria”; 2001)
È una delle mie composizioni più recenti: dell’originale è rimasta solo la voce, sulla quale abbiamo suonato il pianoforte e gli archi.
“Una luce” (dall’album “Scandalo”; 1990)
È la perla più lucente di questo disco: una versione pianoforte e voce, che diventa l’elemento orchestrale più importante.
“California” (dall’album “California”; 1979)
Questa è la canzone che ha avuto più modifiche rispetto all’originale, con l’aggiunta di nuovi suoni vintage e una strofa del testo scritta appositamente per questa versione. È giusto rinnovare la canzoni di un’altra epoca con pensieri più attuali: ho voluto ribadire la mia gioia di vivere in Italia, dove non siamo controllati e manipolati come in altre nazioni dove la libertà d’azione e di pensiero è solo apparente.
“Latin Lover” (dall’album “Latin Lover”; 1982)
Ha un intro percussivo che esplode nell’inciso molto giocoso. È un rock classico: in mezzo a tanti brani intimistici era necessario ritagliarsi uno spazio di energia e fisicità.
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