15-09-2002
TORA! TORA! FESTIVAL 2002 - Manuel Agnelli, ideatore di questo festival itinerante e leader degli afterhours, intervistato dalla redazione di www.radioitalia.it

1. Seconda edizione del TORA!TORA!FESTIVAL, cosa è cambiato rispetto alla scorsa edizione?
Abbiamo cercato di caratterizzare il festival ancora di più scovando delle locations particolarmente belle (ad esempio P.zza Dante a Catania ,con il palco sul sagrato di una chiesa antica).Il festival deve essere una occasione di incontro e divertimento non solo una passerella musicale, in questo senso il posto e l armonia fra gli addetti ai lavori, i musicisti e il pubblico aiutano a creare un atmosfera quasi magica! In questa stessa direzione ci siamo mossi scegliendo di portare i concerti in località poco considerate dalla mappa degli avvenimenti musicali: Nizza Monferrato (Asti), Cagliari, Catania sono solo l inizio di un progetto che vuole la diffusione della musica(o perlomeno della nostra musica)anche al di fuori dei grandi centri. E il sud è stato una nostra priorità.
In più ,mentre l' anno scorso c' era l esigenza di un cast estremamente forte per avere la maggior visibilità possibile e creare l evento, quest' anno ci siamo permessi di inserire moltissimi gruppi più piccoli che rappresentano una novità per il pubblico ,sperando di stimolarne la curiosità.Il festival non è un azienda e non deve diventare autocelebrativo: fare numeri per noi significa realizzare la qualità dei contenuti con il massimo dell efficacia.
2. Un festival itinerante, nato da una tua idea, con il desiderio di 'portare a spasso' nuove realtà della musica indipendente italiana, quali sono le tue considerazioni in merito maturate nel tempo ?
Il passaparola è stato fondamentale per la nascita e lo sviluppo di tutta la nostra scena musicale da sempre snobbata dai media ufficiali. Abbiamo semplicemente pensato di usare lo stesso sistema girando per l' Italia per diffondere sempre di più un certo modo di pensare e di vivere la musica, non dipendendo a tutti i costi dai risultati numerici ma offrendo prima di tutto la qualità.
In un momento di crisi del mercato come questo, il pubblico fortunatamente mostra segni di stanchezza per i prodotti preconfezionati e forse possiamo contribuire a dimostrare che la musica è più viva che mai fra i ragazzi ,che c è un pubblico enorme che segue la nostra realtà e che ,anche imprenditorialmente parlando,ci sono potenzialità enormi nel nostro ambiente, sicuramente più frizzante e più fresco di quello ufficiale .
Il grosso limite del nostro circuito è da sempre la mancanza di capacità organizzativa e imprenditoriale oltre ad un certo fatalismo negativo e con il Tora!Tora! vogliamo dimostrare che ci si può organizzare da sè un evento con poveri mezzi mantenendo inalterata la qualità del risultato.Certo vogliamo anche offrire a partner esterni la possibilità di contribuire ad una situazione in forte crescita.
3. Come ha risposto il pubblico di ieri e di oggi, quanto è cresciuto?
La partecipazione del pubblico è stata straordinaria.Ha definitivamente dimostrato a tutti noi che siamo una realtà,ma ha anche dimostrato al pubblico stesso di esserlo. Credo che in molti abbiano pensato di avere una funzione importante facendo parte di un movimento che sta spontaneamente contaminando il modo di vivere la musica in Italia. Il pubblico è l' unità di misura del cambiamento ed il festival è nato nel momento in cui ci siamo resi conto che c era già un cambiamento in atto.
4. Quest'anno il festival ha avuto molte sorprese, quali partecipazioni di artisti del calibro di Max Gazzè e molti (fra cui anche tu) che si sono cimentati in esibizioni altrui, come valuti quest'esperienza ?
Nello spirito del Tora!Tora! c è anche la volontà di abbattere gli steccati estetici che impediscono ai musicisti di confrontarsi serenamente e di crescere migliorandosi. Nel nostro ambiente sembra esserci un ritorno ad un certo integralismo musicale che è un altra conseguenza della crisi .Le collaborazioni fra artisti così diversi spero che servano a dimostrare che lo scambio è infinitamente più produttivo dell isolamento. Ed è anche infinitamente più divertente!
5. Le tue previsioni ed aspettative per le prossime tappe e...per il futuro.
Siamo particolarmente orgogliosi di essere riusciti a portare il nostro baraccone anche in Sardegna!Da anni le difficoltà di comunicazione limitano lì il numero dei concerti ,ma diverse situazioni individuali si sforzano di mantenere vivo il contatto e speriamo di essere utili!
La due giorni di Nizza è il cuore del festival! Il Villaggio, il campeggio libero , lo spazio dance e
l' invito a venirci anche con la pioggia rappresentano il nostro tentativo di dare al Tora!Tora! una connotazione vicina agli altri importanti festival europei,dove vivere l evento è quasi più importante dei concerti! L' atmosfera e l intensità sono le matrici comuni per i gruppi che suonano nel festival e vorremmo trasmetterle a tutto il pubblico! Il festival vuole essere un' occasione per tutti in un momento in cui non sta succedendo niente. Un' occasione per crescere ,per uscire da una stagnazione ormai inaccettabile e per liberare definitivamente la musica italiana da quei complessi di inferiorità che le hanno sempre impedito di volare un po!
Fonte: redazione www.radioitalia.it - Anna D'Oria- Notizia letta 596 volte
Abbiamo cercato di caratterizzare il festival ancora di più scovando delle locations particolarmente belle (ad esempio P.zza Dante a Catania ,con il palco sul sagrato di una chiesa antica).Il festival deve essere una occasione di incontro e divertimento non solo una passerella musicale, in questo senso il posto e l armonia fra gli addetti ai lavori, i musicisti e il pubblico aiutano a creare un atmosfera quasi magica! In questa stessa direzione ci siamo mossi scegliendo di portare i concerti in località poco considerate dalla mappa degli avvenimenti musicali: Nizza Monferrato (Asti), Cagliari, Catania sono solo l inizio di un progetto che vuole la diffusione della musica(o perlomeno della nostra musica)anche al di fuori dei grandi centri. E il sud è stato una nostra priorità.
In più ,mentre l' anno scorso c' era l esigenza di un cast estremamente forte per avere la maggior visibilità possibile e creare l evento, quest' anno ci siamo permessi di inserire moltissimi gruppi più piccoli che rappresentano una novità per il pubblico ,sperando di stimolarne la curiosità.Il festival non è un azienda e non deve diventare autocelebrativo: fare numeri per noi significa realizzare la qualità dei contenuti con il massimo dell efficacia.
2. Un festival itinerante, nato da una tua idea, con il desiderio di 'portare a spasso' nuove realtà della musica indipendente italiana, quali sono le tue considerazioni in merito maturate nel tempo ?
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In un momento di crisi del mercato come questo, il pubblico fortunatamente mostra segni di stanchezza per i prodotti preconfezionati e forse possiamo contribuire a dimostrare che la musica è più viva che mai fra i ragazzi ,che c è un pubblico enorme che segue la nostra realtà e che ,anche imprenditorialmente parlando,ci sono potenzialità enormi nel nostro ambiente, sicuramente più frizzante e più fresco di quello ufficiale .
Il grosso limite del nostro circuito è da sempre la mancanza di capacità organizzativa e imprenditoriale oltre ad un certo fatalismo negativo e con il Tora!Tora! vogliamo dimostrare che ci si può organizzare da sè un evento con poveri mezzi mantenendo inalterata la qualità del risultato.Certo vogliamo anche offrire a partner esterni la possibilità di contribuire ad una situazione in forte crescita.
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La partecipazione del pubblico è stata straordinaria.Ha definitivamente dimostrato a tutti noi che siamo una realtà,ma ha anche dimostrato al pubblico stesso di esserlo. Credo che in molti abbiano pensato di avere una funzione importante facendo parte di un movimento che sta spontaneamente contaminando il modo di vivere la musica in Italia. Il pubblico è l' unità di misura del cambiamento ed il festival è nato nel momento in cui ci siamo resi conto che c era già un cambiamento in atto.
4. Quest'anno il festival ha avuto molte sorprese, quali partecipazioni di artisti del calibro di Max Gazzè e molti (fra cui anche tu) che si sono cimentati in esibizioni altrui, come valuti quest'esperienza ?
Nello spirito del Tora!Tora! c è anche la volontà di abbattere gli steccati estetici che impediscono ai musicisti di confrontarsi serenamente e di crescere migliorandosi. Nel nostro ambiente sembra esserci un ritorno ad un certo integralismo musicale che è un altra conseguenza della crisi .Le collaborazioni fra artisti così diversi spero che servano a dimostrare che lo scambio è infinitamente più produttivo dell isolamento. Ed è anche infinitamente più divertente!
5. Le tue previsioni ed aspettative per le prossime tappe e...per il futuro.
Siamo particolarmente orgogliosi di essere riusciti a portare il nostro baraccone anche in Sardegna!Da anni le difficoltà di comunicazione limitano lì il numero dei concerti ,ma diverse situazioni individuali si sforzano di mantenere vivo il contatto e speriamo di essere utili!
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Fonte: redazione www.radioitalia.it - Anna D'Oria- Notizia letta 596 volte
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