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Recensioni Funky

Litfiba - Grande Nazione

13-01-2012

“Grande nazione” nuovo disco dei Litfiba presentato oggi a Milano e in uscita martedì 17 gennaio è un lavoro che lascia senza fiato. Teso, molto rock e senza sconti. Se solo ieri si rifletteva a voce alta su come i rappers in Italia abbiano preso il posto dei cantautori e dei rockers, essendo gli unici a fare musica di protesta sociale, oggi Piero Pelù si riappropria di questa funzione:”Quei due rockers, famosi in Italia, non dovrebbero bearsi di quanto sono bravi sul palco, ma cantare il malessere della gente. Noi rivendichiamo la funzione del rock che non deve andare in classifica, ma scuotere le coscienze, provocare” E di provocazioni e chitarre questo disco è pieno. A partire da Squalo : ”Sicuramente (e non solo per gli stessi autori n.d.r.) la canzone più debole del disco. Ma ci serviva per far capire che direzione stavamo prendendo. Volevamo che si capisse che il disco era rivoluzionario e sotto l’effetto di una tempesta elettrica….”. Accanto al primo singolo radiofonico troviamo, sempre su questa linea musicale e di contenuti “Tutti buoni” :”Dire bugie è diventato lo sport di una casta che spaccia promesse, che sa giocare con le illusioni e come un mago si riempie le tasche”, “Anarcoide” :”Io voglio un’altra cosa dalle distrazioni di massa, uso la mia testa sono un rompicoglioni..” e la title track “Grande nazione” :”Centocinquantuno anni di mafie e massoni, centocinquantuno anni di raccomandazioni..”. Insomma il secondo capitolo della trilogia iniziata con “Stato libero” e che si chiuderà con il prossimo disco, suona molto velenosa, anche se non manca il sudore dei sensi e lo spazio (pacato) per una riflessione di speranza. “La mia valigia” infatti ricorda che ”viaggiare sognare è un atto d’amore…”. Il tour, dove proporranno anche brani non suonati da molto come “La preda”, toccherà anche l’Europa. Dopo l’annuncio di oggi che anche D’Alessio andrà a Sanremo, chiediamo a Piero e Ghigo se anche loro sono stati invitati:”No , nessuno ci ha contattato, ma forse non ci saremmo andati comunque”. Una copertina ispirata graficamente da Pelù e piena di simboli di rock e anarchia contiene dunque un nuovo capitolo di una solida e consolidata coppia, ritrovata e riappacificata. Qualcuno, salutandoli, li paragona ai Red Hot Chili Peppers:”Beh detto questo, possiamo andare soddisfatti a farci la doccia”. Li aspetto dal 19 gennaio in radio per parlare di questo nuovo disco. Sicuramente irriverente più di loro. 

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